In questa sezione “Gli affetti, gli amici, le difficoltà del vivere quotidiano” sono stati inseriti i materiali relativi alla storia personale di Giovanni Falcone.

Queste sono le parole potenti in una relazione. I demoni sono quelli con un legame di affetto reciproco. Sorge indipendentemente dal sesso, dall’età, dalla cultura, dalla comunità e da simili. Questa relazione è una sensazione di sentimenti gentili e simili. Sfoglia questo sito per conoscere le difficoltà affrontate dalle persone in vari aspetti indipendentemente dal denaro, dall’istruzione, dalla felicità, ecc.

Si tratta di testi tratti dai libri Rapporto sulla mafiaanni ’80, a cura di G.Galluzzo, F. La Licata, S.Lodato 1986; “Storia di Giovanni Falcone”di F. La Licata, Rizzoli 1993 eCose di Cosa Nostra”di G. Falcone in collaborazione con M.Padovani, Rizzoli, 1992, oltre che da quotidiani e riviste italiane e straniere. .
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(a)
La famiglia e l’infanzia di Giovanni Falcone
– “Giovanni da piccolo voleva diventare Zorro
– “Un’infanzia comune”
– “La famiglia”(b)
Gli studi e l’inizio della professione
– “La sua storia”
– “La carriera militare e le lettere del padre”
– “Diventò un’altra persona”
– “Uno sconosciuto nel palazzo”
– “L’inizio del suo lavoro. Da Lentini a Trapani”
(c) Gli inconvenienti connessi al mestiere di magistrato- “Intervista a Maria Falcone”
– “Quell’amore blindato di una coppia borghese”
– “La moglie e tre agenti uccisi con lui”
– “Isolato nella sua città”
– “Il ricordo della sorella Maria”
– “Per chi suona la sirena delle scorte”
– “Paura? S’impara a conviverci…”
(d) Giovanni Falcone visto e ricordato dagli amici- “Gli scherzi, le paure, gli amori”
– “Caro fratello mio, mia dolce amica…”
– “Pizza e spaghetti al tavolo di don Masino”
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. . . . (>>) La famiglia e l’infanzia ricostruite soprattutto attraverso i ricordi delle sorelle estrapolati dal libro “Storia di Giovanni Falcone”; . – “Giovanni da piccolo voleva diventare Zorro“, diC. Lo Presti, intervista alla sorella del giudice Falcone, Oggi, 28 settembre 1992. L’articolo ripercorre l’infanzia di Giovanni Falcone attraverso l’intervista rilasciata dalla sorella Anna Maria che narra alcuni episodi divertenti. L’articolo è adatto anche per i bambini della scuola elementare.
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– “Un’infanzia comune”,
intervista a Giovanni Falcone, tratto dal libro Rapporto sulla mafia anni ’80”, a cura di G.Galluzzo, F.La Licata, S.Lodato 1986(p.22-24). Nella sequenza, che è parte di un’ampia intervista di cui nel kit è allegata la versione integrale, Giovanni Falcone parla della figura paterna, ricorda brevemente il periodo della guerra, racconta delle relazioni che hanno influito sulla sua formazione e sul suo percorso di studi.
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. – “La famiglia”, tratto dal libro Storia di Giovanni Falcone” di F. La Licata, Rizzoli 1993 (p.23-32). La testimonianza di entrambe le sorelle di Giovanni Falcone, partendo dal nitido ricordo della nascita del fratello, si sofferma sui ricordi familiari, Giovanni da piccolo, il suo carattere, i suoi divertimenti.
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[Indice generale] . . . . . . . (>>) Gli studi e l’inizio della professione, i momenti importanti ricostruiti dal ricordo delle sorelle, dei colleghi del tribunale di Trapani e Palermo, ma soprattutto attraverso i racconti in prima persona; . .
– “La sua storia”
, tratto dal libro Cose di Cosa Nostra” di G.Falcone in collaborazione con M.Padovani, Rizzoli, 1992 (p.14). Una breve sequenza biografica, scritta dall’amica giornalista Marcelle Padovani, che fornisce un’immagine nitida e precisa della vita di Falcone.
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– “La carriera militare e le lettere del padre”
, tratto dal libro Storia di Giovanni Falcone” di F. La LicataRizzoli,, 1993 (p.33-41). In questo testo vengono descritti il periodo degli studi liceali di Giovanni Falcone, periodo in cui “imparò a sfuggire ai dogmi e a coltivare il dubbio”, e la successiva carriera militare. Sono riportati parti integrali dell’ intenso scambio epistolare che Falcone ebbe con il padre che illustrano anche come maturò la scelta di abbandonare l’accademia e di iscriversi alla facoltà di Legge.
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– “Diventò un’altra persona”
, tratto dal libro Storia di Giovanni Falcone” di F. La Licata,Rizzoli, 1993 (p.45-49). Attraverso il ricordo di un ex collega si ricostruisce il periodo professionale vissuto dal magistrato Falcone a Trapani, durante il quale comincia a delinearsi il magistrato versatile e impegnato, il giudice moderno che riesce ad occuparsi di più cose con lo stesso impegno e identici buoni risultati.
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– “Uno sconosciuto nel palazzo”,
tratto dal libro Storia di Giovanni Falcone” di F. La Licata, Rizzoli, 1993 (p. 68-73). Viene raccontato, anche attraverso il ricordo del collega e amico Piero Milio, l’inizio del lavoro del magistrato Falcone a Palermo e in particolare il trasferimento all’Ufficio Istruzione che segna un forte cambiamento nella vita professionale marcato anche dall’incontro con il consigliere Rocco Chinnici.
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– “L’inizio del suo lavoro. Da Lentini a Trapani”
, tratto dal libro Rapporto sulla mafia anni ’80”, a cura di G.Galluzzo, F.La Licata, S.Lodato 1986, (p.24-26). Falcone in prima persona racconta i primi anni della vita professionale a Lentini prima e a Trapani poi, i suoi interessi professionali, l’ idea di mafia maturata in quel periodo.
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[Indice generale] . . . . . . . (>>) Gli inconvenienti e i pericoli del suo lavoro, le ripercussioni sulla sua vita privata. .
– “Intervista a Maria Falcone”
, tratto dal libro Storia di Giovanni Falcone” di F. La Licata, 1993 (p.114) Un breve passaggio in cui la sorella del magistrato rievoca gli unici due momenti in cui il giudice aveva parlato con lei di problemi legati alla sua sicurezza.
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[Indice generale] . . . – “Quell’amore blindato di una coppia borghese”, di A.Longo, La Repubblica, 25 maggio 1992.
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– “La moglie e tre agenti uccisi con lui”
, di C.Romano, L’Unità, 24 maggio 1992. L’articolo si sofferma sul legame tra Francesca Morvillo e Giovanni Falcone sottolineando tutte le “complicazioni” derivanti dalla necessità delle misure di sicurezza, una vita tra “orari, sirene, cautele, con i ragazzi della scorta”.
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[Indice generale] . . . – “Isolato nella sua città” , tratto dal libro Storia di Giovanni Falcone” di F. La Licata, 1993 (p.80). Descrizione dettagliata di come vive un giudice sotto scorta, le routines legate all’esigenza della sorveglianza continua, il senso di isolamento che inevitabilmente ne deriva.
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– “Il ricordo della sorella Maria”
, tratto dal libro Storia di Giovanni Falcone” di F. La Licata, 1993 (p.140-141). La sorella Maria ricorda i cambiamenti avvenuti a seguito del fallito attentato all’Addaura, residenza al mare del giudice Falcone.
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[Indice generale] . . – “Per chi suona la sirena delle scorte” Lettera pubblicata sul Giornale di Sicilia del 14 Aprile 1985. La lettera , scritta da una palermitana, contiene una protesta per il disturbo, causato dalle misure di sicurezza per il giudice Falcone, arrecato agli abitanti della via in cui risiedeva Falcone.
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“Paura? S’impara a conviverci…”
, (Ansa) Il Giorno , 26 maggio 1992. E’ l’intervista concessa dal giudice al quotidiano tedesco Die Welt la settimana prima della sua morte.
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[Indice generale] . . . (>>) Falcone visto e ricordato dagli amici . – “Gli scherzi, le paure, gli amori” Intervista a Giuseppe Ayala, Il Venerdi di Repubblica, 5 giugno 1992. Chi era davvero Giovanni Falcone? Il giudice Ayala, uno dei più cari amici, racconta dieci anni vissuti insieme pericolosamente. Ma non solo: anche in una vita blindata c’è spazio per la goliardia, l’umanità, i litigi, le cene.
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[Indice generale] . . – “Caro fratello mio, mia dolce amica…”, di L.Luca , La Repubblica, 25 maggio 1992. Giovanni Falcone ricordato dall’amico e collega Giuseppe Ayala con il quale per 10 anni ha lavorato fianco a fianco in Procura.
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“Pizza e spaghetti al tavolo di don Masino”
, di F.La Licata, La Stampa, 20 novembre 1992. L’intervista con il pentito Tommaso Buscetta è stata raccolta, nel corso di un incontro casuale, in un ristorante romano. Dalle parole di Buscetta traspare il rapporto di fiducia e di rispetto costruito in tanti anni di collaborazione.
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