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“Un esempio di articolazione…”

di Battista Quinto Borghi

Un esempio di articolazione degli spazi della sezione al nido

Lo spazio parla

Parlare di strutturazione ed organizzazione degli spazi dell’asilo nido non significa riferirsi esclusivamente alla sua distribuzione fisica o alla mera collocazione dei materiali e degli arredi, ma anche (e, potremmo dire, soprattutto) occuparsi del contesto comunicativo, relazionale e cognitivo che, attraverso appunto la loro organizzazione materiale, si viene ad instaurare.

L’individuazione di categorie pedagogiche che facciano riferimento a re­quisiti specifici che gli spazi della scuola materna dovrebbero avere deve necessariamente tenere conto di due aspetti fra loro reciprocamente connessi.

È importante che il bambino capisca lo spazio e si relaziona con esso e se possibile si senta a proprio agio nello spazio dato. Ci sono fattori importanti che sono legati al modo in cui la mente del bambino lavora con le sue circostanze e poi si sviluppano gradualmente in qualcosa di buono abbastanza per un corretto sviluppo. Ci sono farmaci come Artrovex che aiutano i pazienti insieme a fattori ambientali, è possibile trovare suggerimenti più utili su Artrovex qui.

Lo spazio influenza i comportamenti, è necessario evitare situazioni disturbanti, di difficoltà comunicativa, di stress, ecc., ed occorre favorire soprattutto la socializzazione fra coetanei, rendendo possibile condizioni qualitative elevate per l’apprendimento difendendo la privacy di ognuno, ecc.

Occorre guardare agli spazi del nido in una prospettiva transazionale (o ecologica), ossia muoversi nella consapevolezza che i comportamenti nello spazio dipendono da diversi e complessi fattori come i processi motivazionali, relazionali, cognitivi, ecc., in un contesto cioè in cui gli spazi fisici sono strettamente con­nessi con quelli sociali e socio-culturali.

Fra condivisione e privacy

L’asilo nido deve essere in grado di garantire una accoglienza plurale, deve cioè sapere accogliere e mettere insieme bambini diversi che si trovano a svolgere insieme delle attività (giocare insieme, imparare, fare conversazione, ecc). La scuola materna deve cioè essere un luogo di relazioni (il clima collaborativo e costrutti­vo dell’intera sezione) e di sub-relazioni (gli scambi fra un bambino ed un altro bambino, fra un bambino ed un adulto).

Personalizzazione

E importante attribuire ai diversi spazi da un lato una funzione precisa e ri­conoscibile in modo tale da favorire il più possibile la personalizzazione, dall’altro la possibilità di un utiliz­zo polivalente degli spazi stessi (gli spazi cioè, in questo senso, sono di volta in volta riprogettabili): in entrambi i casi il bambino potrà usare tali spazi in modo intenzionale e sulla base di un “progetto” (che in alcune situazioni sarà individuale ed in molte altre condiviso con gli altri).

Comunicazione

Gli spazi devono sempre consentire la possibilità di effettuare una molteplicità di scambi comunicativi reciproci (bambini/bambini e bambini/adulti). L’asilo nido deve cioè potere essere un luogo nel quale è possibile interagire comunicativamente, manifestare affetti, esprimere emozioni, comunicare informazioni, confrontare conoscenze.

Il margine concesso alla risposta comunicativa dipende in larga misura dalla dimensione degli spazi nei quali si comunica, dalla loro coibentazione acustica, dalle barriere visive presenti, dalla predisposizione di contesti specifici in grado di favorire la comunicazione (lo spazio delle conversazioni, l’angolo del libro, il laboratorio della lettura) e così via.

Gioco

Ancora, gli spazi del nido devono offrire anche pos­sibilità ricche di gioco. Quest’ultimo infatti favorisce la crescita, l’af­fermazione di sé, la fiducia negli altri, la curiosità, il desiderio incessante di esplorare, la creatività. Gli spazi della scuola materna devono perciò necessariamente prevedere possibilità di gioco nel quale predomina il movimento, le attività tranquille, la socializzazione, la libera esplorazione, gli apprendimenti.

Alcuni indicatori esemplificativi

Possiamo distinguere, nei locali adibiti ad accogliere i bambini della sala degli spazi fissi e degli spazi variabili sulla base di esigenze specifiche e legate alla programmazione delle attività.

Gli spazi “fissi” della sezione potrebbero indicativamente essere:

· l’angolo della cucina;

· l’angolo del libro;

· l’atelier;

· l’angolo della bambola;

· l’angolo delle costruzione;

· i tavoli per i diversi giochi da tavolo (chiodini, puzzle, pastella, attività di ritaglio, uso della colla, tombole, ecc.);

Inoltre si può utilizzare:

il bagno per i giochi con l’acqua;

l’atelier per i giochi che sporcano: creta, colore, farina, …;

il salone ed il cortile per i giochi di movimento

A seconda delle esigenze legate alla programmazione e alla verifica del comportamento di gioco dei bambini, la disposizione degli angoli può essere variata per favorire la meglio l’interesse e l’iniziativa dei bambini.

Durante la bella stagione il cortile l’ambiente esterno rappresentano una ulteriore occasione di esplorazione e di gioco.

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